Etimologia

Prime citazioni: 1000: Lanfrancus de Madeniano; 1120: Ragimundum de Madegnano; 1176: filius Lanfranci de Medegnano; 1185: Oprandus de Medegnano; 1204: Melius de Madegnano; 1361: Curia Madegnani.

Ipotesi di Valerio Ferrari

Secondo Valerio Ferrati il toponimo riflette un nome personale latino come Matinius, rivelandosi un prediale formato attraverso il classico suffisso aggettivale -anus, che indica appartenenza: (fundus) Matinianus, pervenuto alla forma attuale attraverso lenizione della dentale sorda -t- e palatalizzazione della nasale -n-, processo caratteristico dei dialetti settentrionali. Oltre al toponimo capoluogo anche diversi campi portano questo nome, nonché la frazione Madignanello.

Ipotesi di Claudio Beretta

Il Beretta, seguendo uno studio sull'etimologia del nome di Milano e, in particolar modo sulla sua forma antica Mediolanum, prende in considerazione tutte le località che hanno inizio con Med- e Mad-.

"...se riduciamo il nome al suo vocalismo di base Madalana troviamo molti altri abitati al di qua e al di là delle Alpi, non sempre nell'area celtica, con struttura analoga: Maddalena (Cuneo, Torino, Savona, Varese, Bologna, Macerata, Sassari, Messina, Cagliari, in qualche misura collegati a Maria di Magdala?); Maddalene (Cuneo, Torino, Vicenza); Madelana (Bologna, Ferrara); Medole (Mantova); Medolla (Modena); Modigliana (Forlì-Cesena); Modignano (Lodi).

Questa forma base sembra costituita da due segmenti: mada-lana che, presi singolarmente hanno riscontri plurimi coerenti:

  • mada, motta (germanico), mucchio di terra (...). Abbiamo Meda (Milano), Mede (Pavia), Medea (Gorizia), Médegga (Bergamo), Madona (Bergamo) e una serie nutrita di Mezzana, oltre ai tipi Maderno, Modena, ecc.
  • lana: è forma legata ad acque correnti e stagnanti: Lainate, Linate (Milano), Lana (Bolzano), Legnago (Verona), Legnano (Milano), Lignano (Udine), Lignana (Venezia), Lon, Lona (Trento), Lonate Ceppino, Lonate Pozzolo (Varese), Lonato (Brescia).
  • forme combinate: Melegnano, Mediglia (Milano), Madignano (Cremona), Megliadino (Padova), Meledo (Vicenza), Migliarino (Ferrara), Molena (Como), Mlanate (Varese), Malonno, Malegno (Brescia).

L'ipotesi più ragionevole di un loro significato potrebbe essere: terrazza emergente tra acque e terreni paludosi

Schema degli orli e dei tracciati viari storici di Madignano

Prime citazioni: 1188, 1192: Rivolta; 1361: comune et vicini Rivolte Veteris; locus Rivolte Veteris. In dialetto: Riólta Magra.

L’etimologia dell’importante toponimo è facilmente riconducibile al sintagma riva alta, composta dal latino riva “riva, argine, sponda” e altus “alto” con palese riferimento alla posizione del paese al bordo delle accentuate scarpate morfologiche che definiscono le valli del Serio Morto e del Serio attuale.

Le specificazioni vengono: "Vecchia" da vetus, veteris “vecchio” attraverso la forma dim. vetulus>veclus>(v)èc’; "Magra" da macer “magro”, ma la loro giustificazione semantica impone un commento.

Angelo Zavaglio riteneva che la specificazione di “vecchia” derivasse a Ripalta dall’essere questa appartenuta alla nobile fam. de Vegiis o de Vecchi di Crema a partire dal 1500. Ma tale illazione è smentita dal documento del 1361 che già ne registra l’esistenza come locus Rivolte Veteris comunque distinguendola dalle altre Ripalte tramite l’aggettivo vetus.

Ciò depone a favore di una sua priorità di fondazione rispetto al nucleo abitato, divenuto in seguito più importante, di Ripalta Nuova, posta dirimpetto a Ripalta Vecchia al di là del Serio, e lascia credere con fondate ragioni che il nostro toponimo sia identificabile con quello presumibilmente originario di Rivolta registrato dalle fonti diplomatiche già dai secoli XII e XIII, come appartenente all’Insula Fulkerii. Quanto all’altra specificazione magra, contrapposta a quella di Riólta grassa assegnata a Ripalta Nuova non è fuori luogo supporre un’allusione alla scarsa feracità dei suoi terreni, distribuiti per la massima parte nelle due valli fluviali del Serio vivo e del Serio Morto, sul cui esilissimo diaframma di separazione trova posto a malapena soltanto l’abitato di Ripalta Vecchia.

Orli di sarpata e tratti viari storici di Ripalta Vecchia

Citazioni: 1202; in campis apud ecclesiam S. Mariae de Marzalo; 1361: ad rezetum de Marzalo, campus unus Sancte Marie de Marzalo; 1685: Santa Maria del Marzale; 1815: Marzale.

Ipotesi di Valerio Ferrari

Si tratta di un importante toponimo che deve ritenersi di antica origine, probabilmente tardo-romana o alto-medioevale: epoca cui corrisponde la maggior diffusione del suffisso -alis con funzione aggettivale, applicato a termini già latini. Valerio Ferrari lo ritiene aggettivo in -alis dal latino mercatus “mercato, fiera, luogo ove si contrattano le merci”, originariamente applicato a locus. Alla forma attuale si perverrebbe attraverso riduzione per sincope di mercatalis > mercalis (come i paralleli merca(ta)nzia e merca(ta)nte) assimilazione della -e- pretonica alla tonica e assibilazione della velare sorda.

Se un’evoluzione simile è riconoscibile nei toponimi lombardi Marcallo (Milano) e Mercallo (Varese),un riscontro particolarmente eloquente risulta essere quello delle forme attestate in area francese di marsalla, marsallus aventi pari significato di “mercato, luogo ove si tiene mercato” che mostrano, oltretutto, una precisa corrispondenza fonica con la dizione vernacolare tutt’ora vivente del nostro toponimo.

Il Ferrari dubita circa una presunta derivazione da una voce dialettale marsa “acquitrino”, come ritengono l’Olivieri e il Boselli.

Tale termine, più diffuso in altri dialetti lombardi che non in quello cremasco, risulta comunque noto anche da noi in simile accezione che presuppone un facile passaggio semantico dalla voce del latino parlato marcia (in origine probabilmente neutro pìurale di marci(d)um) dal primitivo significato di “marciume, putridume” a quello secondario di “palude, acquitrino” dove la materia organica in decomposizione corrompe le acque. Tuttavia, in tal caso, oltre che strano, un aggettivo in -alis da marsa risulterebbe certamente inconsueto rispetto ad altri abituali vocaboli (come marsida “marcita” con significato originario convergente o come la stessa voce marsa nella sua forma primitiva o in una di quelle regolarmente alterate), e comunque radice e suffissosembrerebbero cronologicamente troppo discordanti per produrre l’esito in capitolo. Pur essendo invece ammissibile, almeno dal punto di vista formale, una derivazione da Mars, Martis nome del dio romano della guerra, ovvero da martius (mensis) “marzo” sempre attraverso l’aggettivazione in -alis, pare però che tale soluzione trovi qualche difficoltà sotto il profilo semantico, soluzione che, oltretutto, la ingiustificata caduta di -i- pretonica non concorre a sostenere. Anche una base costituita dai nomi personali latini Martius (che incontrerebbe le stesse difficoltà or ora accennate) o Marcius non troverebbe molto credito, poiché di norma in simili casi è il suffisso -anus a prevalere, tramite la sua funzione aggettivale con natura di prediale, e non il suffisso -alis che solitamente si applica a nomi comuni.

Ipotesi di Gabriele Lucchi

"Non si può dire con certezza che cosa significhi il nome di Marzale: alcuni lo vogliono derivare dalla festa della Madonna di Marzo, altri dagli antichissimi linguaggi longobardi dei primi abitanti di queste regioni, tenendo d’ occhio il fatto che non mancano nelle vicinanze altri luoghi con nomi analoghi: Costa-sale, Prato de Sale, Selva di Sala: nei quali la parola Sale o Sala vuol dire costa alta. La prima parte della parola Marzale sarebbe la radice di Marca, se non più semplicemente di Maria".

Bibliografia

  • Claudio Beretta, Letteratura dialettale Milanese, itinerario antologico-critico dalle origini ai nostri giorni, Hoepli, Milano, 2003
  • Valerio Ferrari, Toponomastica di Madignano e Ripalta Vecchia, Cremona, 1994
  • Gabriele Lucchi, Il Santuario del Marzale, Soc. Ed. Buona Stampa, Crema, 1948

 

 Ultimo aggiornamento: 22/07/2017

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