Chiesa di san Pietro in Vincoli: l'organo Serassi

La zona superiore della quinta campata destra della chiesa è interamente occupata dall'imponente organo (circa 4 m di larghezza). Le canne dello strumento sono disposte all'interno di un ampia cornice ad arco delimitata lateralmente da due paraste scanalate: al di sopra dei rispettivi capitelli corinzi dorati è posta un'alta fascia ornamentale che funge da architrave. Al di sopra si sviluppa il timpano ad arco: le imposte dell'arco principale sono poste in corrispondenza dei capitelli mentre centralmente è collocato una lunetta.

La cantoria è delimitata anteriormente da una balaustra lignea composta da tre specchiature: le due laterali, quadrate e di dimensioni minori, sono decorate con i disegni dorati di strumenti musicali

Lo strumento si compone di una tastiera cromatica di 58 tasti e di pedaliera dritta a 16 pedali. Nel vano retrostante è inserito il mantice e la ruota alimentatrice dell'aria che dal 1956 è azionata automaticamente da un motore elettrico.

Le prime notizie che si possono rintracciare sulla costruzione dell'organo si riferiscono ad un documento depositato nell'Archivio della Curia Vescovile di Crema (Busta "Parrocchie-Madignano", fascicolo 186): il 19 agosto del 1793 i reggenti dei Venerandi Consorzi del Santissimo Sacramento, del Rosario, della Dottrina Cristiana e di San Rocco, richiedono all'ora Vescovo Monsignor Antonio Maria Gardini, la possibilità di "far costruire un nuovo suntuoso organo in detta chiesa per il maggiore decoro delle sacre funzioni che in essa vengono celebrate". A questo scopo si chiede anche di poter effettuare dei lavori direttamente sulle murature in modo da potervi collocare lo strumento: "costruire un piccolo camerino appoggiato al muro destro di detta chiesa riguardante a mezzogiorno per poter collocarvi i mantici che servono a detto organo". L'avvenuta costruzione dell'organo da parte della ditta Serassi è attestata due anni più tardi ed è documentata dall'incisione presente sulla canna principale dello strumento ("1795/C.Ple Madignano/ Andrea e Giuseppe Serassi di Bergamo/ C.:Madignano")

Circa novant'anni dopo l'organo venne completamente rifatto dalla ditta lodigiana Cavalli che riutilizzò ampiamente materiali dell'originale strumento serassiano. I lavori erano fino a qualche anno fa ancora attestati da una targa stampata posta al di sopra della tastiera: "Cavalli Angelo/ Lodi-fabbricatore d'organi-Lodi/1885".

Lo strumento venne mantenuto in attività fino al 1963 ed abbandonato definitivamente l'anno successivo. A metà degli anno settanta il Parroco don Giovanni Terzi si interessò per far effettuare delle opere di restauro sullo strumento ormai logorato dalla totale incuria. L'8 luglio di quell'anno si autorizzava il parroco a "far eseguire i restauro dell'organo (...) dalla ditta Borghi, per un importo preventivato di lire 2 milioni e 500 mila" (Archivio Curia Vescovile di Crema, Busta "Parrocchie-Madignano", fascicolo 186). I lavori non verranno mai iniziati a causa del fermo intervento della Soprintendenza alle Belle Arti, sotto la cui giurisdizione era posto l'organo. Solo dopo quattro anni si riuscì a realizzare un accurato restauro di tutte le parti dello strumento grazie all'intervento della ditta Anselmi-Tamburini di Crema (richiesta del 2 settembre 1980) grazie al quale ancora oggi lo strumento viene normalmente usato durante le cerimonie liturgiche.

 Ultimo aggiornamento: 06/09/2017
L'organo Serassi
L'organo Serassi, collocato nella parte superiore della quinta campata destra

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