Trombe d'aria estive: no del Governo allo stato di emergenza

22/11/2019  - 106 letture     Segreteria

Trombe d'aria estive: no del Governo allo stato di emergenza

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, bolla come "inaccettabile e incomprensibile" la decisione della Presidenza del consiglio dei ministri (Dipartimento centrale della Protezione civile) di non concedere lo stato d'emergenza richiesto dalla Lombardia per i danni causati dal maltempo a luglio e agosto.

"Per il Governo nazionale - ha scritto Fontana riferendosi ai cittadini lombardi che hanno subito gravissimi danni - quella che si è abbattuta nei mesi di luglio e agosto sul nostro territorio non è stata un'eccezionale ondata di maltempo. I tetti delle vostre case o delle vostre aziende non sono stati scoperchiati dalle trombe d'aria. Le coltivazioni dei vostri campi non hanno subito danni, la forza dirompente delle piogge non ha sradicato alberi, allagato strade o causato frane, si è trattato solo di un normale temporale estivo. Morale: dovete cavarvela da soli, niente stato di emergenza, niente risorse dallo Stato".

Aggiunge il presidente della Regione:

"È una decisione inaccettabile e incomprensibile e ricordo che Regione Lombardia ha investito decine di milioni di euro per opere contro il dissesto idrogeologico. Senza l'aiuto del Governo anche un'amministrazione virtuosa come la nostra non può far fronte ai 207 milioni di danni che la Lombardia ha subito quest'estate".

Si legge nella lettera firmata dal capo dipartimento Angelo Borrelli:

"Gli eventi in argomento non sono tali da giustificare l'adozione di misure che trascendono le capacità operative e finanziarie degli enti competenti in via ordinaria", ritenendo che "gli stessi non siano ascrivibili alla tipologia di eventi contemplati" dalla normativa in materia. "Nello specifico i suddetti eventi, localizzati nel tempo e nello spazio - si legge ancora - non hanno richiesto l'adozione di misure di assistenza alla popolazione e di interventi urgenti non fronteggiabili a livello locale (...) benché abbiano generato comunque danni al patrimonio pubblico e privato, nonché alle attività economiche e produttive".

Sulla questione è intervenuto anche l'assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni:

"A fronte delle eccezionali manifestazioni di maltempo che, da più di un anno, stanno flagellando la nostra regione con una frequenza fuori del comune - ha detto l'assessore -, mi sarei aspettato dal Governo quantomeno un segnale di vicinanza e di solidarietà per le popolazioni messe così a dura prova. Fino ad ora il 'sistema Lombardia' ha retto, facendo tantissimo sia dal punto di vista della prevenzione che dell'emergenza, con stanziamenti di decine di milioni per opere contro il dissesto idrogeologico, ma a questo punto la situazione sta divenendo economicamente insostenibile anche per la Regione più virtuosa ed efficiente d'Italia".

Conclude Foroni:

"Ricordo che appena cinque mesi fa abbiamo deciso la totale copertura delle spese sostenute per i lavori di pronto intervento a seguito di calamità naturali per gli oltre mille Comuni lombardi con meno di 5mila abitanti e successivamente abbiamo destinato 48 milioni di euro per 70 opere di difesa del suolo in tutta la Lombardia, più altri 7,7 milioni ottenuti grazie ad economie di bilancio. Se è pur vero che dal Dipartimento di Protezione civile abbiamo sempre avuto la massima collaborazione nel far fronte alle emergenze, d'altro canto gli 80 milioni nel triennio attribuiti alla Lombardia dal ministero dell'Ambiente, a fronte degli oltre 140 originariamente previsti da Italia Sicura, sono una cifra assolutamente insufficiente per le necessità del nostro territorio. L'appello al Governo è quindi di sbloccare al più presto i fondi necessari a far fronte ai danni e a ritornare al più presto sui suoi passi per quanto riguarda la decisione di respingere questa richiesta di stato di emergenza. Non vorrei che, con il cambio del Governo, sia mutato quel necessario atteggiamento di attenzione verso Regione Lombardia".

 I danni stimati attraverso la raccolta delle schede Rasda (che consente agli Enti locali di segnalare i danni alla Regione) ammontavano a oltre 207 milioni di euro, più altri 86 milioni relativi alle sole attività agricole. Brescia la provincia più colpita, con quasi 125 milioni di euro di danni segnalati, seguita da Bergamo (più di 26 milioni), Cremona (17 milioni) e Lodi (oltre 15 milioni).

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